lunedì 25 maggio 2009

Questa piccola esperienza, chiamata Vita


Quando tutto si rischiara, quando le nuvole si discostano e tu vedi la Via, e la percorri, molte cose cambiano, come è giusto che sia, perchè illudersi di riuscire a mantenere la realtà ferma all'immagine che più ci crea piacevolezza, è semplicemente dannoso per la nostra salute psico-fisica.



Quale è lo scopo della Vita? semplice, è conferirle noi stessi uno scopo e un senso grazie alla libertà di cui disponiamo.


Ma attenzione: uno scopo e un senso non tali da renderli ossessione, che ti rede a sua volta schiavo di te stesso e non più libero di creare la tua sacra esistenza.




Il giusto equilibrio, la via di mezzo, l'aurea mediocritas, coferiscono l'ottica corretta per poter renderci orgogliosi e soddisfatti del senso che stiamo conferendo al nostro esistere.




Ricordiamoci ogni istante, non vivremo per sempre, e non sappiamo quanto ancora abbiamo l'occasione di seminare e raccogliere su questa terra,


quindi non importa quanto avrete vissuto, ma come lo avrete fatto,


non importa il gesto agli occhi corretto ma senza amore, ma solo l'amore, talvolta tradotto in gesto,


non importa tutto ciò che ci circonda se lo rendiamo una nostra fissazione, ossessione, o unico scopo di vita, ma importa tutto ciò che ci circonda se equanimamente rappresenta un tassello piacevole e armonioso per la sana evoluzione interiore di noi stessi.




Questa piccola esperienza, chiamata Vita, che nessuno la sprechi, perchè tanta libertà è il dono più grande, mettiamolo a frutto con amore e gratitudine.

mercoledì 29 aprile 2009

CHI: TUTTO E' ENERGIA






Una importante verità è fondamentale per vedere le arti marziali, e la Via, in maniera del tutto differente: tutto è energia.








Lo stesso concetto che sta alla base dello studio esoterico dell'universo, della natura, di ogni forma vivente compresi noi esseri umani, è profondamente ricollegato al concetto di Chi, proprio delle arti marziali più sviluppate, e spirituali.








Dopo la scoperta approfondita di cosa sia il Chi, d'un tratto comprendiamo il senso e l'efficacia di molte pratiche orientali, come l'agopuntura, il feng shui, lo yoga, e tra le arti marziali, alcuni stili interni cinesi estremamente incentrati sullo sviluppo interno di questa energia, di cui il Tai Chi Chuan è l'esempio più completo.

















Ma il Chi è ovunque. Noi siamo Chi. e in ogni azione, utiliziamo quantità più o meno elevate di questa energia.




Negli stessi sport, ad alti livelli, il professionista comprende che la forza interiore che può sviluppare aumenta in modo considerevole e determinante le sue prestazioni fisiche ed esteriori.








Allo stesso modo, in ogni arte marziale, è possibile scovare la presenza del Chi nei movimenti, nelle tecniche, e nel loro significato.








Anche un Judoka o un Karateka moltissimo scoprono sul Chi analizzado da una diversa angolazione mentale le proprie tecniche.








Negli stili cinesi esterni, di cui lo Shaolin è il principio, resta comunque presente il concetto di Chi, nonostante poi la via utilizzata prosegua con l'esplosione della forza fisica.








Nell'Aikido invece è costantemente presente il concetto di Chi, di mutare in armonia con le energia dell'avversario, con concetti estremamente simili a quelli di uno studio più profondo e sviluppato sulla cedevolezza e sull'utilizzazione dell'enegia avversaria, propria del Judo.




















Le relazioni dell’essere umano col cosmo sono definite da questa energia Chi.




Con questo termine, nella Medicina Orientale si intende la sostanza sottile, che e’ impossibile cogliere con degli strumenti o con i sensi.
Si puo’ spiegare una simile sostanza chiamandola ad esempio forza vitale o spirito.




Sotto l’influenza della forza vitale il Chi si svolge l’attivita’ di tutto l’organismo.




L’essere umano riceve nutrimento ed aria dall’ambiente circostante: per tale motivo la sua salute dipende dalla capacita’ di mantenere l’equilibrio.
Si ritiene che esiste un Chi interno che agisce all’interno dell’organismo umano, ed uno esterno che agisce invece in natura.




Il Chi esterno,entrando nell’organismo umano tramite l’aria, si tramuta parzialmente in Chi interno, mentre uscendone di nuovo si tramuta in Chi esterno.




In tale maniera assistiamo ad una circolazione continua di energa.
Il Chi coagisce con tutti i tessuti dell’organismo, in particolar modo col sangue.




Una circolazione armonica sostiene la forza dello spirito.
L’indebolimento del Chi porta sempre al peggioramento della circolazione sanguigna, e tale peggioramento porta a sua volta alla stagnazione del Chi. Nell’organismo umano non esiste punto dove non sia il Chi.
Dipendentemente dal flusso di atle forza vitale, l’attivita’ dell’organismo diminuisce od aumenta.








Le funzioni del Chi si esplicano:
-nel garantire la crescita e lo sviluppo dell’individuo
-nel controllo della circolazione
-nel controllo della permeabilita’ del calore
-nella difesa dell’organismo da fattori nocivi esterni.








In caso di un loro ingresso nell’organismo il Chi oppone loro resistenza
-nella regolazione e controllo di tutti i processi metabolici dell’organismo, nella secrezione ed espulsione delle tossine
-nel nutrimento dell’organismo
















giovedì 16 aprile 2009

BODHIDHARMA


Estremamente ricollegati al precetto del Budo sopracitato, sono gli insegnamenti di Bodhidharma, Monaco Buddhista fondatore della pratica dell'arte marziale, come VIA (TAO,DO) per raggiungere l'illuminazione.



Bodhidharma (470 - 543)
Sua Santità il 28esimo Patriarca del Buddhismo indiano


Bodhidharma trasmise la sua Mente di Dharma in Cina: " Quando il Maestro indica direttamente la Mente, scoprite che la vostra Natura Originale non è differente dalla Natura di Buddha"

"Il Tao del Buddha è duro e difficile. Occorrono eoni di sforzi, pazienza e duro lavoro. Come si può sperare di raggiungere il Tao con pochi meriti e poca saggezza? Come si può cercare di conseguire il Tao mentre si è arroganti e si pensa che sia facile? Se qualcuno prova in questo modo, prova invano."
Insegnamento dato da Bodhidharma al suo erede di Dharma, il Secondo Patriarca Hui Ko (487-593), conosciuto anche come Sheng Kwang. "Lascia andare tutti i pensieri discorsivi e tutti gli attaccamenti. Fa riposare la tua mente. Come un muro, non essere influenzato dai fattori interni o esterni; solo allora, puoi entrare nel Sentiero del Buddha."
Bodhidharma è riconosciuto come colui che portò il Buddhismo Zen in Cina e fu il Primo Patriarca del lignaggio Zen cinese.


Nacque il 5 di ottobre (calendario lunare cinese) nel sud dell'India, terzo figlio di un re indiano; la famiglia reale apparteneva alla casta dei Bhramini.



Il Maestro di Bodhidharma, Prajnatara, era il 27mo Patriarca del Buddhismo indiano, insegnò a Bodhidharma per molti anni, gli trasmise la Mente, lo nominò 28mo Patriarca, e gli diede il nome di Bodhidharma.



Seguendo le istruzioni del suo Maestro di trasmettere il Dharma in Cina, Bodhidharma si mise in viaggio nel 526 A.D. Quando arrivò a Kwang Chou, nel sud della Cina, fu ricevuto con una grande cerimonia e onorato dal locale ufficiale militare, tale Shao Yang.



Lo stesso anno, fu invitato alla capitale, Nanjing, per incontrare l'imperatore Wu Di della dinastia Liang.






Poichè il colloquio fra l'imperatore e Bodhidharma fu reciprocamente insoddisfacente, Bodhidharma lasciò il palazzo, attraversò il fiume Yangtzu e continuò verso nord finchè arrivò al tempio di Shao Lin nella provincia di Ho Nan.



Fu là che Bodhidharma divenne famoso per aver meditato 9 anni rivolto verso un muro.



Dopo che ebbe consegnato al suo discepolo Hui Ko il Manto e la ciotola delle elemosine, il Lankavatara Sutra e la trasmissione della Mente, Bodhidharma andò al tempio di Chen Sung (Mille Santi) per propagare il Dharma. Entrò nel Nirvana nel 536 A.D., fu seppellito a Shon Er Shan (Monte Orecchio d'Orso) nello Ho Nan e per lui, fu costruito uno stupa nel tempio di Pao Lin. Più tardi, l'imperatore della dinastia Tang, Dai Dzong, conferì a Bodhidharma la nomina di Yuen Che, Grande Maestro Zen e rinominò il suo stupa "Kong Kwan" (Visione del Vuoto).
L'insegnamento di Bodhidharma:
Bodhidharma insegnò ai suoi discepoli ad utilizzare il Lankavatara Sutra come sigillo della mente. Il metodo di coltivare la pratica trasmesso da Bodhidharma sottolineava l'attenzione che dovremmo dare a questo importante Sutra.






Il suo principale insegnamento è che esistono due sentieri per varcare la Porta del Dharma: lo studio e la pratica.



Lo studio: attraverso i Sutra buddhisti e le scritture, comprenderete la Natura di Buddha. La vostra Natura di Buddha non si manifasta perché è annebbiata, velata dalle contaminazioni, come: la brama, l'attaccamento, la passione, l'aggressività e l'ignoranza.



La pratica: quando seguite i principi Buddhisti nella vita quotidiana, scoprite che la vostra Vera Natura è uguale alla Natura del Buddha.



1) Bao Yen Hsin: La volontà di accettare, senza lamentarsi, la sofferenza e l'infelicità perché capite che è il vostro karma.



2) Sui Yen Hsin: La comprensione che tutte le situazioni sono conseguenze di cause karmiche e, perciò, la capacità di mantenere l'equanimità in ogni circostanza, sia negativa che positiva.



3)Tsung Fa Hsin: Realizzare, attraverso la pratica, l'essenza della vostra Natura di Buddha che è equanimità.






"JIKISHIN KORE DOJO"



"JIKISHIN KORE DOJO": "Se la tua mente è leale e sincera, ovunque è un Dojo"

Il rispetto, l'amore universale,la passione, la dedizione, la concentrazione, la fatica, a volte l'"agonia", la perseveranza, e molto altro, sono quel potente vortice di emozioni proprie del vero DOJO.

E' il luogo dove si studia la Via, dove tramite la tecnica e l'esercizio fisico ognuno ha il dovere di scoprire quel sovrappiù di senso che è dietro a ogni gesto.

Se non hai la mente limpida, onesta, e nella giusta direzione, ogni gesto è vano e dannoso, per te stesso e per gli altri.

Ho deciso di inaugurare questo piccolo spazio virtuale con il pricipio del Budo che più riflette il mio "DO", il mio "TAO", la VIA che sto percorrendo nella mia vita immanente, anelando tramite questa, al raggiungimento della pace e della illuminazione.